Bella e Bò: storia di un’amicizia genuina

 

C’era una volta, tanto tempo fa a Bologna…

“Ehi tu, signor narratore, che significa C’era una volta? Io ci sono anche ora, eccome! Ho una storia antica, è vero, ma sono attuale ed alla moda! Mi presento da sola” intervenne Bella un po’ arrabbiata.

“Salve a tutti, ragazzi! Io sono Rosadella, ma per gli amici Bella! È così un bel nome Bella…suona bene. SONO bella!” disse facendo una piroetta, leggera come una piuma. “Sono una Mortadella peperina ed intraprendente, vengo da Bologna e le prime testimonianze sulla mia famiglia risalgono a molto lontano, addirittura alla metà del XVII secolo! La mia dinastia è molto antica e famosa! Ecco, ora puoi continuare!”.

Dicevamo… Bella è alla moda, appassionata di fotografia e sa come essere sempre trendy! Il suo migliore amico è Bò, un ragazzo di 8 anni della provincia di Bologna, molto legato al suo territorio ed alle sue tradizioni, specialmente quelle culinarie…è decisamente una buona forchetta! Inguaribile sognatore, ha una passione molto particolare: ama condividere sui social le storie che suo nonno gli racconta, diffondendole sul web a tutti i suoi amici.

Un giorno mentre era a casa del nonno la domanda arrivò puntuale:

“Nonno, mi racconti una delle tue storie?” “Oggi, ragazzo, non ti racconterò una normale storia, né tantomeno una di fantasia… oggi ti racconterò l’origine della Mortadella, della sua unicità e della sua specialità che le ha permesso di conquistare l‘Italia ed il Mondo intero”. Bò sgranò gli occhi e si mise accanto al nonno:

“Sono tutt’orecchie!!!”

Il nonno iniziò:

“La Mortadella è un salume dalle radici molto antiche, così lontane che la sua precisa origine è ancora oggi dibattuta. Alcuni ritengono che possa risalire al tempo degli Etruschi, popolo esperto nella salagione delle carni di maiale; altri invece attribuiscono la sua nascita ai Galli Boi, noti per il grande consumo di carni suine, anche insaccate. Una cosa è certa: nel maggior splendore della civiltà romana, Bologna era già famosa per la sua tradizione salumaria e la Mortadella era presente nei banchetti più ricchi, come quello dell’imperatore Augusto che, in visita ad un veterano di Antonio, degustò questo delizioso salume insieme ad altre leccornie locali.”

Bò, che ascoltava sempre le storie del nonno con molta attenzione e curiosità, gli chiese:

“Ma come! Io credevo che la Mortadella fosse un prodotto tipico della cucina dei contadini! Come mai allora stava sulle tavole dei nobili come mi stai dicendo?”

“Eh eh! Caro nipote, questa sì che è una bella domanda! Al contrario di come alcuni erroneamente credono, la Mortadella nasce come prodotto nobile. Costava tre volte in più del prosciutto e l’Arte dei Salaroli, che presiedeva alla produzione dei salumi bolognesi, aveva vietato la fabbricazione della Mortadella al di fuori di Bologna. Solo la Mortadella dotata del loro sigillo era garanzia di autenticità. Nessun contadino quindi si sarebbe mai permesso di produrla, per non andare contro il divieto imposto e perché la sua fabbricazione richiedeva conoscenze e tecniche raffinate!”

 

“Immagino nonno, la Mortadella è così buona che con grande facilità è riuscita a diventare famosa in tutta Europa!”

“Oh lo puoi dire forte, caro Bò! Il suo sapore ha conquistato poeti, musicisti e scrittori che, affascinati, le hanno dedicato lodi e versi. Anche il mio poeta preferito, Giosuè Carducci scriveva nelle sue Lettere “Affrettati a venire… Porta anche un po’ di mortadella, ma che sia sopraffina!”

“E ti dirò, ognuno ha un suo modo di gustare la Mortadella. A me piace con pane, limone e qualche ortaggio, ma adoro scoprire ricette nuove”.

Salutato il nonno con la promessa di tornare presto a trovarlo, Bò corse a casa con mille curiosità e idee per la testa. Affascinato da quanto sentito, chiamò la sua amica Bella.

“Bella, sapevo che eri allegra, alla moda, sempre pimpante, ma ignoravo tutte queste tue fantastiche caratteristiche!” esclamò il ragazzo.

“Ne dubitavi? Io sono unica!” disse Bella scoppiando in una risata fragorosa.

“Hai una storia alle spalle davvero importante e hai ragione ad andarne molto fiera!” aggiunse Bò riferendosi a quando, pochi giorni prima, dei bulletti di Bologna l’avevano definita grassa…proprio a lei che è sana ed equilibrata e con pochissimi grassi (infatti vanta una silhouette niente male).

Bella, in quell’occasione, gliene aveva cantate quattro, costringendoli alla ritirata con la coda tra le gambe!

 

“Su Bella, vieni! Ho bisogno di te!”, disse il ragazzo al telefono con l’amica. Pochi minuti dopo la porta della cameretta si aprì e la sagoma di Bella apparve, saltellante come sempre:

“Eccomi, mi sono preparata un po’ di corsa…! Ti guiderò su internet per sapere di più su di me e la mia famiglia!” disse aggiustandosi il ciuffo.

I due amici scoprirono cose davvero sensazionali sul grande ruolo che la Mortadella ricopre nel panorama gastronomico ma soprattutto sulle sue caratteristiche nutrizionali davvero uniche. Bella fece notare a Bò:

“La Mortadella Bologna IGP fornisce proteine pregiate, vitamine, minerali e grassi. Questi ultimi sono i più pregiati ricavabili dai suini ed addirittura il colesterolo contenuto nella mortadella è minore alla stessa quantità di petto di pollo alla griglia”.

“WOW!!!” disse il ragazzo “ Ma quindi è un cibo adatto anche ad uno sportivo come me? E cosa è quel logo che vedo anche su di te?” chiese Bò.

Rispose Bella: “É una cosa di cui vado molto fiera. Devi sapere che il Consorzio Mortadella Bologna, ha così a cuore la mia famiglia, la Mortadella Bologna IGP, che è nato per tutelarla e valorizzarla. Grazie alla passione e al lavoro serio ed incessante del Consorzio, noi Mortadelle Bologna siamo entrate di diritto nella rosa dei più importanti e riconosciuti prodotti tutelati a livello mondiale, ricevendo il riconoscimento di IGP, ovvero Identificazione Geografica Protetta, che omaggia e protegge il territorio di origine”.
Ad un tratto Bò vide Bella illuminarsi…le succede sempre quando ha delle buone idee:

“Andiamo a FICO, lì c’è la Fabbrica di Mortadella Bologna IGP!”.

Bò sgranò gli occhi. Aveva scoperto questa Fabbrica visitando la pagina Fb del Consorzio.

 

Bella aggiunse: “Me lo hanno detto i miei genitori, anche a scuola non si parla di altro! Potrai vedere con i tuoi occhi come si produce una vera Mortadella Bologna IGP e toccare con mano quanto fin ora hai scoperto con me e con il nonno. Inoltre ho sentito che ci sono giochi ed attività per noi ragazzi e tutto è incentrato sul buon cibo italiano”.

Bò non se lo lasciò ripetere due volte, indossò il cappottino e si fece trovare pronto ad uscire!

“Ma che fai?” disse Bella, “Non vorrai mica andarci da solo? Chiama tutti i nostri amici e compagni di classe, sarà una bellissima esperienza da vivere e condividere!”.

Bella, Bò ed i loro amici, desiderosi di imparare nuove cose sulla Mortadella Bologna IGP, arrivarono a FICO e rimasero incantati dalla Fabbrica di Mortadella Bologna IGP e dalle numerose attività proposte… immortalando tutto in un fantastico mega selfie!!!

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