CALEIDOSCOPIO LETTERARIO

4 dicembre 2018

CALEIDOSCOPIO LETTERARIO

Giulio Cesare Croce «cibo da Principi c da signori»

“Che dirò io sopra le Mortadelle, salami, salcizzoni, salciccie, cervelIati, sanguinazzì, gìambudelli, e tante altre cose che si cavano dalla carne di questo animale? Le quali tutte sono preziose e rare, massime Ie Mortadelle e i salami, che sono cibi da principi e da signori e di cui la Città di Bologna porta il “vanto”.

(G.C.Croce, L’eccellenza e trionfo del porco, Venezia e Bologna, 1622).

Scipione Sacrati Giraldi «solo a bologna si mangia buona Mortadella!»

Anche un altro erudito ferrarese vissuto fra il ’600 e il ’700, Scipione Sacrati Giraldi, in un suo ditirambo manoscritto, dato alle stampe nel 1983 per iniziativa dell’Accademia italiana della Cucina delegazione di Ferrara dedica alcuni versi alle tre punte di diamante degli insaccati emiliani: il “cotechino” di Ferrara (certamente la salamina da sugo), la bondiola di Parma e, naturalmente, la Mortadella di Bologna, insistendo per ben tre volte che “solo” Bologna sa farla buona. Lasciamo a lui la parola:

Vuoi che faccia il cotechino

così raro, e soprafino

la Città detta del Ferro

nè già sbaglio e già non erro.

Parma poscia la bondiola,

ma Bologna che sia sola

sia si sola e sola quella

per far buona Mortadella.

La Città poi del Panaro

per suo pregio eccelso e raro

la salciccia vuol che faccia

che ad ogn’uno soddisfaccia.

(Scipione Sacrati Giraldi, La Porcheide, ditirambo, Prima edizione dal manoscritto autografo, Ferrara, 1983).